Netiquette, questa sconosciuta – pt. II

Dicembre 21, 2007

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Ciao a tutti! Torniamo quest’oggi a parlare di netiquette, specificamente per quanto riguarda le email. In questo articolo parleremo in generale di formati, ma non spaventatevi, sono poche basilari nozioni che vi faciliteranno la vita :)

Premetto che in queste considerazioni sarò meno attento alla netiquette codificata nell’RFC 1855, ma cercherò di rimanere più possibile vicino alla situazione attuale: oggi non ha senso fare le crociate anti-HTML, purché usato in modo decente.

Quindi, se usate il testo formattato, cercate di non esagerare: va bene mettere in grassetto le parti più importanti del messaggio, e sottolineare il nome della vostra azienda nella firma; non va bene mettere testo blu su fondo viola e scritte lampeggianti con font a dimensione 72! Inoltre, evitate di inserire immagini troppo grandi nelle email.

Se invece siete affezionati al buon vecchio plain-text, badate solo a limitate la lunghezza delle righe a 65 caratteri.

Veniamo ora ad una delle questioni più spinose e cruciali: il quoting. Con quoting si intende l’indicazione delle righe della email a cui si sta rispondendo. A seconda del programma di posta elettronica che utilizzate, questa funzione viene svolta in modi diversi, ad esempio indicando con una linea verticale blu sulla sinistra del testo le parti del messaggio originale.

Perché il quoting è un problema? Perché ci sono (almeno) due tipi di quoting: il bottom quoting e il top quoting. Per bottom quoting si intende rispondere *sotto* al messaggio originale, ed è la pratica più corretta; il top quoting è invece la consuetudine di rispondere sopra al messaggio originale.

Il bottom quoting è più comodo perché siamo abituati a scorrere i testi dall’alto verso il basso, e quindi un messaggio di questo tipo rimane più facilmente leggibile; provate per credere!

CASO A (top quoting)

>>> Molto bene!

>> Tutto bene, e tu?

> Ciao Alice, come stai?

Ciao Bob!

CASO B (bottom quoting)

Ciao Bob!

> Ciao Alice, come stai?

>> Tutto bene, e tu?

>>> Molto bene!

Molto meglio, vero?

Un altro aspetto del quoting da valutare è il seguente: in caso di messaggi molto lunghi, non sempre è il caso di quotare tutto il messaggio originale, ma è meglio quotare solo le parti necessarie, e rispondere nel testo. Questa pratica può essere vista come una derivazione del bottom quoting, ed è assai buona norma. Ecco un esempio:

> Ciao Bob, sono Alice. Mi è piaciuta moltissimo la frittata che ha fatto

> Charlie l’altra sera

a me no! Per niente!

> mentre invece non mi è piaciuto il vino

neanche a me, l’ho trovato disgustoso.

Comodo!

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2 Comments Add your own

  • 1. Chiara  |  Febbraio 1, 2008 at 9:50 am

    Non sono d’accordo sul fatto che il quoting sia “l’indicazione delle righe della email a cui si sta rispondendo” perché mi fa tanto pensare ad una cosa del tipo:

    alla riga 1 è stato scritto …

    piuttosto che

    (riga 1)

    cioè il termine “indicazione” mi fa tanto pensare ad una citazione.
    Mi piace maggiormente vederlo come una vera e propria ricopiatura/trascrittura/riportazione di una parte, che può andare da mezza riga all’intera e-mail (non necessariamente con granularità di riga), della mail a cui si sta rispondendo.

    Ok, sono pignola :P

    Replica
  • 2. MetalElf0  |  Febbraio 1, 2008 at 2:03 pm

    Hehe ok, perdonami l’imprecisione! :) Grazie del commento, ciao!

    Replica

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